21) Kant. Il regime clericale.
Per Kant si ha il regime clericale quando non dominano la ragione
ed i princpi della morale, ma un culto feticista e la
sottomissione al dogma. Un regime clericale  sempre dispotico;
esso non favorisce la religione e la morale, ma l'ipocrisia.
I. Kant, La religione entro i limiti della sola ragione, capitolo
quarto, parte secondo, paragrafo 3 (pagine 392-393).

Il regime clericale  dunque la costituzione di una chiesa, in
quanto in essa domina un culto feticista, ci che  da
riscontrarsi tutte le volte che non principii della moralit, ma
comandamenti statutarii, regole di fede ed osservanze
costituiscono la base e l'essenza della chiesa. Ora ci sono
certamente parecchie forme di chiese, nelle quali il feticismo 
cos vario e cos meccanico, che sembra quasi debba escludere
anche ogni moralit, quindi ogni religione, e debba sostituirsi
anzi ad essa, in modo tale da finire molto vicino al paganesimo.
Ma il pi o il meno non hanno niente a che fare qui, ove il valore
o il non valore dipende dalla natura del principio, che obbliga
sopra ogni altro. Quando questo principio impone l'umile
sottomissione ad un dogma, come culto servile, ma non libero
omaggio, che si deve rendere prima di tutto alla legge morale; per
quanto poche possano essere le osservanze imposte, basta che esse
siano dichiarate come assolutamente necessarie, perch si abbia
comunque una credenza feticista; mediante la quale  governata la
moltitudine, che, con la sua sottomissione all'obbedienza d'una
chiesa (non della religione) vien derubata della sua libert
morale. La costituzione di questa chiesa (gerarchia) pu essere
monarchica, aristocratica o democratica: ci riguarda solo la sua
organizzazione; ma sotto tutte queste forme la sua costituzione 
e rimane immutabilmente dispotica. L, ove statuti relativi alla
fede, sono inclusi nel numero delle leggi costituzionali, ivi
domina un clero, il quale crede di poter assolutamente fare a meno
della ragione ed anche, in fin dei conti, della dottrina biblica,
perch esso, come unico autorizzato custode ed interprete della
volont del legislatore invisibile, ha l'autorit esclusiva di
regolare le prescrizioni della fede, e, perci, munito di questo
potere, ha la facolt non di convincere; ma solo di ordinare.
Ora, siccome al di fuori di questo clero, tutti gli altri sono
laici (non esclusi i capi della comunit politica), in definitiva
la chiesa domina lo Stato, non propriamente mediante la forza, ma
mediante l'influenza sugli animi, ed anche, del resto, mediante il
vanto dell'utilit che lo Stato, presumibilmente, deve poter
trarre da un'obbedienza incondizionata, a cui una disciplina
spirituale ha abituato lo stesso pensiero del popolo. Ma in questo
stato di cose, inavvertitamente, l'abitudine all'ipocrisia soffoca
la lealt e la fedelt dei sudditi, li prepara ad essere scaltri,
per fingere di compiere anche i doveri civici; e, come tutte le
volte che si parte da principii sbagliati, si ottiene proprio il
contrario di ci che ci si era prefissi.
I. Kant, La religione entro i limiti della sola ragione, Laterza,
Bari, 1980, pagine 199-200.
